è così che ci chiamano, al giorno d'oggi

18 gennaio 2006

Finanziare, senza chiedersi perchè

Beppe Grillo, in un suo post di due giorni fa, si è scagliato contro i finanziamenti pubblici agli editori. Dice: "Il giornale lo voglio pagare in edicola, non con le tasse. I direttori dei giornali non devono essere dipendenti dei nostri dipendenti (quelli che si chiamavano politici). Basta con l’informazione assistita. Chiunque è capace di fare l’editore con i soldi degli italiani".
Premettendo che non è assolutamente vero che chiunque sia capace di fare l'editore, anche con i soldi degli altri, io ho una riflessione e un paio di domande da fare.

1. Una Nazione che finanzia pubblicamente gli editori è una Nazione di serie B. Che deve supplire con palliativi ad un deficit culturale altrimenti profondissimo, irrisolto attraverso un potenziamento fallito dell'istruzione e peggiorato attraverso un sistema di media (televisione in primis) che livella verso la mediocrità. Nel caso italiano, poi, è assolutamente probabile che attraverso questi palliativi si assicurino clientele politiche determinanti per i movimenti di potere.

2. Secondo la logica di Grillo, qualsiasi finanziamento pubblico ad enti, associazioni, privati o pubbliche, è sbagliato? Vorrei capire. Perchè se è sbagliato finanziare gli editori, è altrettanto sbagliato finanziare cooperative, associazioni, enti in genere che, come gli editori, promuovono cultura. Il fatto è che in Italia la gente non legge, e se non legge non si possono fare i giornali, e se non si fanno i giornali è un bel problema. Capisco sia un gatto che si morde la coda, ma ragionare in maniera rigidamente ideologica su un fatto del genere può distogliere da una realtà tragica: un paese culturalmente in declino. Cosa contro cui molti dei giornali finanziati, ognuno nella propria maniera, lottano.

3. Personalmente, e qui mi riferisco alla musica, credo che il fatto che Jam e Il Mucchio Selvaggio siano le uniche riviste a "meritarsi" un tale ingente finanziamento sia indicativo di quanto, come e perchè nel nostro Paese si capisca poco di musica. Sarà perchè assicurano determinati requisiti politici? Mi piacerebbe capire perchè solo questi due e, non so, Rumore.

Update: ne ha parlato anche Fabio De Luca qui, non me n'ero accorto

10 Comments:

Anonymous il tuo capo said...

su http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/contributi_editoria/index.html
ti spiegano il perchè e il percome, anche se in politichese. ci sono però nomi e cifre. jam e il mucchio prendono la sovvenzione perchè sono cooperative. come la prende anche Cavalli & Corse (!!!) che è una cooperativa. come la prendono i giornali di partito e quelli diretti da parlamentari (anche ex). sì, c'è anche il giornale della fiamma tricolore, il "corriere canadese" (???), "buddismo e società" (????????), "l'agrotecnico oggi" (??????????????????????). e ottomila cagate dirette da preti o loro amici. insomma, a parte le cooperative (che di solito comunque qualche aggancio ce l'hanno), tutti gli altri giornali che pigliano la sovvenzione hanno a che fare in qualche modo con il parlamento e i parlamentari, che finanziano i LORO giornali con i NOSTRI soldi (vabbè, si fanno anche la barca). insomma, la solita storia.
ciao
a.

1:07 PM

 
Anonymous il tuo capo said...

dimenticavo: per quanto mi riguarda i giornali musicali italiani (tranne un paio gratuiti che conosci bene) possono anche morire, non servono a un cazzo, sono faziosi, scritti da gente incompetente capace nel migliore dei casi di copiare da The Wire (nel caso di un ben specifico giornale) o da NME (nel caso di quell'altro). Non compro (e non leggo) nessuno dei due innominati da almeno cinque anni. W Zer0 & Rockit (er mejo), W SentireAscoltare (che è identico a uno dei due innominati, ma almeno è gratis). W Musicboom (che è identico a quell'altro, ma almeno è gratis). W Pitchfork. Ma soprattutto, W RateYourMusic, quello fatto meglio, con veri contributi dai lettori, l'unico davvero a tutto tondo, internazionale e non legato alle stupidissime ultime novità alla moda. infatti non è nemmeno una webzine, ma un database (vedi l'homepage che ospita la mia ridicola, infantile paginetta).
ciao
a.

1:54 PM

 
Blogger simone said...

Il discorso è che nonostante i ripetuti tentativi di riformare questo sistema - in piedi, tornando indietro nel tempo, addirittura dal 1949 se consideriamo gli aiuti per l'acquisto della carta ecc. - rimangono elevati i contributi cosiddetti diretti a scapito di quei sostegni che invece andrebbero sempre più potenziati, e cioè i cosiddetti contributi indiretti - che dovrebbero essere legati alla ristrutturazione tecnico-economica e a progetti effettivamente di forte valore culturale. Ma nulla cambia perché, lo hai ben detto tu, C-Pa, è assolutamente probabile che attraverso questi palliativi si assicurino clientele politiche determinanti per i movimenti di potere. Cioé: giornalisti compiecenti vengono parcheggiati in giornaletti di partito in attes adi un futuro florido. E intanto, però, stipendiati.

5:59 PM

 
Blogger carlo said...

Se siete stati intrigati dalla questione "Grillo VS Mucchio Selvaggio" e non volete spendere i soldi del prossimo numero per farvi un paio di risate con l'inevitabile pistolotto di Stefani, siori e siore, a voi il blog di Max Del Papa.

Non siete degli eroi.

11:23 PM

 
Blogger Musica per drogati said...

Il fatto che solo quelle due riviste se lo siano "meritato" è una questione di furbizia...ben sanno entrambe infatti che basta costituirsi in cooperativa per avere soldi gratis...anzi, come tutte le altre riviste che se li accaparrano e sono in vendita nelle edicole, io li considero solo ladri...perchè Rumore o Blow Up non fanno i furbi? Perchè fanno bene il loro dovere, perchè c'è un pubblico affezionato e non qualunquista che li supporta, perchè col tempo e il lavoro svolto hanno convinto gli inserzionisti a investire su di loro senza mai sputtanarsi (al contrario di Jam e Mucchio). Perchè se un artista è segnalato o messo in evidenza sulle loro pagine vende qualcosina di più e la gente va ai suoi concerti. Questo non perchè il pubblico che li consulta sia allocco o vittima delle mode, perchè si cavalca l'onda o si fa l'NME o il Wire dei poveri, ma perchè sono stati capaci di crearsi un pubblico fedele di lettori che ha imparato a riconoscersi nelle segnalazioni dei loro redattori, senza ricorrere a scorciatoie produttive. Un pubblico che s'indigna nello spazio delle lettere se qualcosa non va, un pubblico che spende dei soldi dietro alle pubblicazioni extra, un pubblico capace di decidere con la propria testa ma che ama ampliare i propri orizzonti con la critica, il consenso, la curiosità e la buona musica. Jam e Mucchio, l'ennesima beffa italiana...

1:22 AM

 
Anonymous Anonimo said...

"il tuo capo" cita in positivo due giornali su cui scrivo (e ne sono lieta) e due su cui scrivi anche tu - ed io credo che in Italia effettivamente bisognerebbe evolversi dal pregiudizio della critica online e gratuita, quindi sono senz'altro parzialmente d'accordo. Ma, se e' vero che la carta non e' sempre garanzia di qualita', e' anche vero che per quanto riguarda i contenuti gratuiti il coefficiente di attendibilita' o decenza della prosa rischia spesso di scadere. Non credo che i blog rimpiazzeranno mai le webzines e non credo che le webzines rimpiazzeranno mai i giornali di carta, tutta fuffa; credo che le fonti ed i loro diversi formati dovrebbero convivere pacificamente come fanno in tutto il mondo senza tante storie. E' che, noi, siamo piccoli piccoli - cosi' omogenei che bisogna differenziarsi e farne sempre una questione di chi ce l'ha piu' lungo. Altrove, dove semmai la tendenza e' ad un omologazione dettata dalla differenza (vedi dove sono ora)nessuno si tira queste pugnette, mi pare. Quello che conta e' che l'informazione ci sia e sia tanta, per tutte le tasche.

Sono invece molto d'accordo con Teo. E continuo ad amare Blow Up ed a difenderlo. E' una gran rivista, fatta con passione (e sufficienza, vero) e i miei 5 euro li merita sempre. Anche perche' credo che nessuno li' in mezzo sia un incompetente, anzi, mi pare che li' molto meno che altrove ci sia il desiderio di non prendere per il culo chi legge. E' scritto a caratteri cubitali: questa e' una rivista snob, per snob. Se vi piace bene, se no, fanculo. E se siete ancora piu' snob di noi, compratevi The Wire da Feltrinelli a 10 euro. Noi facciamo di tutto per imitarlo e farvi pagare di meno leggendo nella vostra lingua.

abbraccio transoceanico

MP
autorun.splinder.com

4:54 AM

 
Anonymous il tuo capo said...

le ultime, poi basta. posso capire essere affezionati alla rivista cartacea, ma: nei 10 euro di wire è compreso anche un cd e nei 5 di blow up no. per quanto rispetti la parola scritta (è il mio lavoro, alla fine) una sola nota è più eloquente di mille parole, o almeno permette di "toccare con le orecchie" ciò che viene descritto sul giornale, permette soprattutto di farsi un'opinione propria (dando pure maggiore responsabilità ai giornalisti che scrivono, non puoi sparare troppe stronzate, ti beccano). E trovo le parole di Wire (in una lingua che non è la mia) molto più chiare, esplicative e inequivocabili delle parole di Blow Up, in italiano e snob, piene di termini assurdi e inutili che, se non hai seguito i corsi di musicologia di Karl Heinz Stockhausen all'università di Norimberga nel 1961, non capisci. Ma che snob può essere oggi uno che non sa l'inglese? Qualcuno si ricorda il celebre "forum di blow up", chiuso per disperazione perchè i loro "lettori snob" avevano preso a insultarsi a oltranza peggio che alle scuole medie? Ecco come sono i loro lettori. Sta di fatto che la carta stampata A PAGAMENTO (non solo quella musicale) oggi è del tutto obsoleta, superata dal web e dalle riviste gratuite sotto qualunque punto di vista. A meno che (come nel caso di Wire) non ci sia il valore aggiunto, rotondo e di plastica. Niente di male, comunque, nell'essere affezionati a una certa testata che compriamo da anni: ma è un romanticismo destinato col tempo a scomparire, perchè le testate classiche diventeranno sempre più inadeguate. non credo che il quindicenne che comincia oggi ad appassionarsi alla musica vada in edicola per sapere le ultime novità.
sui finanziamenti pubblici: non mi sembra che abbiano a che fare con la qualità... se io fondo una cooperativa (o mi faccio eleggere in parlamento) e pubblico "Il Tromba", prendo il finanziamento. Se la mia società non è una cooperativa (o mi trombano alle elezioni) e pubblico una rivista culturale su cui scrivono solo premi nobel, rilegata in pelle con caratteri in oro zecchino al prezzo popolare di 30 centesimi, non prendo il finanziamento. Insomma, o ci si rassegna o si fa irruzione in parlamento armati di mitragliatrici e si seccano tutti i politicanti. Che tanto saranno sostituiti da altri politicanti, probabilmente peggiori.

p.s.
il cd in italia lo allega Losing Today: ma dopo averne sentiti un paio, ho smesso di leggerlo.

ciao
a.

12:34 PM

 
Anonymous Anonimo said...

Esulando dal discorso finanziamenti è interessante notare, dopo anni di frequentazione più o meno assidua nella sfera musicalgiornalistica italiana, come le polemiche siano le stesse, le critiche pure ecc.ecc.Tutto ciclico: stefani è un paraculo, blow up è per snob, wire di qui, nme dall'altra parte.
Più preoccupante che tutti continuino a discuterci sopra. Quindi perchè non torni a mettere delle foto di fighe?

3:41 PM

 
Anonymous Anonimo said...

Io leggo sia Wire che Blow Up da molti anni e posso dire senza tema di smentite che questa cosa dello scopiazzamento è una cazzata enorme. Basta leggerli per vederlo, chi lo scrive evidentemente non legge nessuno dei due, siate seri. Fate solo un paio di esempi di scopiazzatura e vi darò ragione, ne bastano solo due.
A meno che non consideriate scopiazzatura lo scrivere degli stessi musicisti negli stessi mesi. Ma in questo caso tutte le webzines e i blog scopiazzano tutte le riviste e queste si scopiazzano tra loro, cioè tutti si scopiazzano perché la musica che ascoltiamo tutti quanti è la stessa.

abbraccino

8:54 AM

 
Anonymous ale said...

Chiaro, si criticano i finanziamenti agli editori(d'accordo che ci vorrebbe usa selezione: da fastidio anche a me che il fogliaccio di Ferrara riceva soldi pubblici), poi magari si va in giro a dire che è uno scandalo che lo stato, a differenza di ciò che accade nel Nord Europa, non finanzi la musica....

5:58 PM

 

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